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di CLAUDIO PAGANINI 02 lug 15:14

Un luogo per pregare

Come ha scritto il Vescovo Pierantonio a Cellino: “Constatare che anche il mondo professionistico desidera dedicare luoghi adatti alla preghiera mi riempie di speranza sulla possibilità di offrire a tanti nostri giovani modelli positivi di crescita"

Cosa c’entra una cappella per pregare con un impianto sportivo? E perché il presidente del Brescia Calcio, Massimo Cellino, ha realizzato una struttura all’interno di otto campi da calcio? Devo riconoscere che pur avendo viaggiato con il mondo sportivo da Sydney fino ad Haiti, non avevo mai trovato una struttura pensata per aiutare gli atleti a ritrovare se stessi nel silenzio e nella preghiera. A Torbole hanno ideato un ambiente bellissimo, tutto bianco col pavimento ed il soffitto in legno, che racchiuso da immense vetrate è esaltato dal colore verde dei campi da gioco circostanti. Nessuno scandalo: anche gli aeroporti, come gli oratori o le prigioni, possiedono spazi dedicati al raccoglimento e alla preghiera. L’uomo, ovunque viva, ha dentro di sé un desiderio naturale di Dio. Nessuna pretesa di miracoli: la preghiera non fa vincere le e non toglie la fatica; eventualmente aiuta a dare un senso alle sofferenze e libera il cuore da paure. Nessuna sorpresa: il presidente Cellino non ha mai nascosto la sua religiosità e la fiducia che pone in Maria, Immacolata concezione. Che poi anche questa sia tutta bianca con la fascia azzurra poco importa. Nessuna scaramanzia. Come ha scritto il Vescovo Pierantonio a Cellino: “Constatare che anche il mondo professionistico desidera dedicare luoghi adatti alla preghiera mi riempie di speranza sulla possibilità di offrire a tanti nostri giovani modelli positivi di crescita.”

Nessun doping religioso: sì è voluto dare un’anima al gioco! Farsi si che gli atleti abbiano al centro della loro attività un luogo del silenzio in cui potenziare il cuore, la mente e la fede, per riuscire ad esprimere durante le gare il meglio di sé. Nessun settarismo: in questo luogo gli atleti possono trovare la parola di Dio scritta in dialetto bresciano come in altre sette lingue. Trovano il Vangelo ed il Corano. Trovano il silenzio per riconoscere errori ed il coraggio per vincere nuove sfide. Ed infine un’ultima profezia. Negli ultimi cinquant’anni il calcio professionistico ha coinvolto molte figure per supportare il mister: il medico, il preparatore atletico, il massaggiatore, il motivatore. Negli ultimi 5 anni lo psicologo per tutti. Solo Juventus e Atalanta posseggono oggi un pedagogista. Chissà che in futuro, oltre a Cellino, qualcun altro si accorga che i luoghi della fede sono la molla in più per rendere grandi gli uomini. Ultimi in classifica ma primi in valori educativi!

CLAUDIO PAGANINI 02 lug 15:14